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LE MERIDIANE “NATURALI”

 

L’ambiente è dispensatore di moltissimi  esempi di “meridiane naturali”; ogni dove ci sia  sole ed un corpo opaco in grado di produrre ombra con un occhio esperto si può apprezzare lo scorrere del tempo su diversi riferimenti, siano essi pietre, alberi, montagne. In Vigezzo vi sono due casi emblematici di meridiane naturali, diverse tra loro e poste agli estremi geografici Est - Ovest della valle. Una prima si trova a Masera e l’altra sul Lombardone o pizzo Ruscada,  montagna Svizzera sul confine col Canton Ticino  posta a spartiacque tra la Centovalli a sud e la Valle Onsernone a nord.
A Masera in posizione ben visibile da chiunque transiti sulla SS337 da e per la Valle, si trova uno sperone di roccia sul versante della strada che collega il capoluogo col ponte sul Melezzo (antico accesso obbligato anche per la Vigezzo prima dei notevoli interventi infrastrutturali seguiti alla tragica alluvione del 1978). Questo sperone di roccia aggettante sulla carrozzabile a circa 8 metri di altezza, ha una curiosa forma di becco di rapace. Le sue dimensioni sono tali da creare come un gigantesco gnomone in alcune ore del giorno, un’ombra ben definita nonostante il piano su cui questa si proietta (parete rocciosa inclinata irregolare e parzialmente inerbita). Questo fenomeno è maggiormente osservabile nei mesi che vanno dall’equinozio verso il solstizio d’inverno. L’orientamento della parete interessata fa sì che  il becco proietti verticalmente la sua ombra sulla roccia che lo circonda attorno alle 11.50 del nostro tempo civile (ai primi di febbraio coincidenti in quel luogo alle 11.10 del tempo solare vero).  Realizzare con quello gnomone naturale un’indicazione delle ore non sarebbe impossibile, ma data l’estensione pomeridiana di questa insolita meridiana verso la Vigezzo (più apprezzabile in quanto la parete  est è meglio esposta) occorrerebbe focalizzarsi su pochi giorni di uno stesso periodo e porre nel punto  considerato un riferimento litico inciso con le mezze ore/ore individuate. Questa meridiana se venisse “evidenziata”  costituirebbe un peculiare punto d’ingresso nella valle dei pittori o “del tempo dipinto”. Per la posa nei punti esatti delle pietre “orarie” di riferimento un metodo empirico, ma sufficientemente efficace, sarebbe quello di avvalersi di una telecamera con precisione cronometrica installata in modo fisso, puntata sull’intera parete di fronte ed attiva per  alcuni giorni tra quelli prescelti per seguire il moto d’ombra del “grande becco”.
L’altra meridiana naturale come detto posta vicinissima al confine, è definibile come meridiana in camera oscura (simile per certi versi a quella nel duomo di Milano). Questo perché il monte, Lombardone con la sua grande massa granitica presenta, sin dai tempi della sua formazione, una sorta di galleria che l’attraversa diagonalmente da nord - ovest a sud - est sul  versante più prossimo all’Italia. La galleria è circa a quota 1600 m slm. Non a caso gli abitanti svizzeri dei villaggi al confine lo chiamano “Strafuloo” - forato. Il territorio vigezzino più prossimo a questa montagna è quello di Olgia comune autonomo sino al 1928 e da allora frazione di Re. Quello che affascina di questa meridiana naturale  è la visione al tramonto di un grande raggio che lo attraversa in parte, fascio luminoso ben evidenziato dall’ombra prodotta dal versante retrostante. Un fenomeno visibile per la durata di circa un’ora nel periodo del solstizio estivo quando il sole tramonta ad ovest/nord/ovest (meglio apprezzabile dal 10 Giugno ai primi di Luglio). Un luogo ideale per quest’osservazione dalla Vigezzo è l’Alpe Caviano di Olgia che sovrasta a nord il paese, raggiungibile a piedi con meno di mezz’ora di salita dall’abitato (l’alpe è servito anche da una pista carrabile forestale).  Caviano si trova proprio di fronte alla parete interessata a 2500 m. in linea d’aria e 600 m più in basso. Quindi tenendo conto dell’ora estiva occorre trovarsi sul luogo dalle 19 di sera. Dalla vicina Svizzera per questa osservazione occorre portarsi sulla sponda opposta del Melezzo nella zona di Monadello a Sud - Est di Olgia. La difficoltà di carattere alpinistico per l’accesso al versante colpito dal raggio solare durante il periodo di funzionamento della meridiana, fa si che ad oggi non ci sia stato un approccio locale sia alla galleria naturale che al contesto in ombra. Anche questa peculiarità della natura meriterebbe di essere studiata in modo scientifico per poter documentarla meglio dal punto di vista gnomonico.  Una curiosità: muovendosi la terra alla latitudine dei luoghi considerati alla velocità di 374 metri/secondo da Ovest verso Est (da Masera a Olgia), il sole passa al meridiano del pizzo Ruscada  circa 50 secondi prima di quello relativo al “becco di rapace” di Masera. Queste meridiane naturali su segnalazione dello scrivente erano state censite dal Milanese Roberto Moia  durante una catalogazione a livello nazionale risalente agli anni ’90.
Gim Bonzani

Gim Bonzani

bonzani gim

 



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