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LE MERIDIANE DELLA FERROVIA VIGEZZINA. FOTOGALLERY

LE MERIDIANE DELLA FERROVIA VIGEZZINA

LA FERROVIA
La Ferrovia internazionale Domodossola (Italia) – Locarno (Svizzera) operativa dal 25 novembre 1923, è frutto di una collaborazione di illuminati tecnici e politici d’ambo le nazioni, che all’inizio dello scorso secolo si attivarono per collegare il Sempione ed il Gottardo con una trasversale politicamente divisa su due Stati, ma geograficamente simile.
Dopo una prima idea risalente al 1904 di una linea limitata  alla sola Valle Vigezzo, si prolungò il tracciato oltre confine con un progetto definitivo del 1912.  I lavori iniziati l’anno seguente subirono vistosi ritardi dovuti a motivi economici ed alla Grande Guerra 1915/18.  Ripresi nel 1919, furono completati nel 1923. I principali fautori furono il vigezzino Andrea Testore, il sindaco di Locarno Francesco Balli e il costruttore ing. Giacomo Sutter su progetto di Urbano Marzoli.  Il tracciato lungo 52+200 Km, si snoda per 32+ 300 Km in territorio italiano (Valle Vigezzo) e 19+900 in territorio svizzero (Centovalli). E’ a scartamento metrico con pendenze ad aderenza naturale sino al 60 per mille in alcuni tratti.
La trazione elettrica è a 1500 Vcc. I Capolinea sono Domodossola e Locarno, ambedue in prossimità delle rispettive stazioni ferroviarie statali FS e FFS.
Oltre alla frequentazione transcantonale svizzera (Canton Vallese e Canton Ticino), la ferrovia svolge da sempre un importante ruolo nei trasporti dalla Valle Vigezzo verso il capoluogo dell’Ossola. Servizio rivelatosi indispensabile nel 1978 quando una disastrosa alluvione distrusse parzialmente la SS337 della Valle Vigezzo e la valle rimase isolata per quasi 2 anni da Domodossola con unico collegamento il treno.
La linea per la parte italiana - Vigezzina - è gestita dalla SSIF (Società Subalpina di Imprese Ferroviarie) e dalla parte Svizzera - Centovallina - dalla FART (Ferrovie Autolinee Regionali Ticinesi). Negli ultimi 35 anni su entrambe le tratte sono stati operati importanti ammodernamenti, sia infrastrutturali, che nel parco dei rotabili  (con la messa in esercizio di treni panoramici).

LE MERIDIANE
Su alcuni fabbricati viaggiatori e fermate di questa linea negli anni ’90 sono stati realizzati degli orologi solari.  Addirittura si erano ipotizzate piccole meridiane da  fissare su alcuni Elettrotreni del tipo ABE 8/8, si trattava quadranti incisi su pannelli di alluminio con uno gnomone ortostilo di 8 cm (a causa dei franchi laterali nelle gallerie). Queste meridiane avrebbero segnato  correttamente l’ora solare vera solo nella stazione di Re, sia per l’orientamento in quel luogo del binario di corsa, che per un riferimento in longitudine. A titolo di curiosità si può notare che il sole “percorre in apparenza” la tratta ferroviaria da Locarno a Domodossola in 1m 44 sec. mentre un treno diretto impiega di percorrenza tra le stesse stazioni un’ora e 43 min.
A partire da Domodossola verso il confine italiano troviamo un orologio a tempo vero sulla parete della sede principale (uffici Direzionali e di Movimento della linea). Ha uno gnomone polare con la punta a freccia. Per non lisciare la facciata intonacata al rustico, le ore sono state dipinte su piastrelle in ceramica posate a semicerchio che ha origine da un marcapiano preesistente. Non volendo appesantire esteticamente il quadrante le linee orarie ( che partono “a raggiera” dal punto d’infissione dell’assostilo)  non sono state indicate, lasciando tale compito allo gnomone stesso. Questa meridiana non è visibile dai binari bensì dal piazzale principale che dà su via Mizzoccola.  E’ priva di motto.
Proseguendo sulla linea ferroviaria altre meridiane si trovano in stazione a S. Maria Maggiore, due sulla facciata sud fanno  pendent ai lati della porta d’accesso alla biglietteria/attesa.  Indicano tre ore ciascuna (10/12 a sinistra e 12/14 a dx), inoltre hanno la linea meridiana del mezzogiorno vero dipinta in rosso con una campanella stilizzata finale.  Una terza si trova sulla parete est,  posta un tondo centrato tra quattro finestre in alto. Quest’ultima  presenta una linea diurna colorata in giallo, quella del 25 novembre, data inaugurale della ferrovia (1923).  Questi  tre orologi sono stati realizzati in tondini d’acciaio inox dipinto, che riproducono esattamente sia le linee orarie che quelle dei solstizi e dell’equinozio.
Le indicazioni (ore, coordinate,etc) , sono state realizzate con piastrelle di ceramica (Kamares) utilizzando lo stesso criterio di quella di Domodossola. La scelta è caduta su questa tecnologia per non toccare l’intonaco strollato sottostante.  Gli gnomoni sono del  tipo a disco forato. Il motto (si sol do)  è presente solo nella meridiana tonda, racchiuso tra due cerchi periferici. Queste meridiane sono state realizzate operativamente dal personale dell’officina  SSIF diretto da Roberto Morella su progetto dello scrivente e dell’ astronomo/gnomonista craveggese Guido Dresti.
Ancora proseguendo verso il confine si giunge alla fermata di Villette. Qui un quadrante unico nel VCO in quanto composto da due serie di lemniscate orarie sovrapposte suddivise per semestre e ciò per poterlo inserire in una finestra murata al primo piano. Indica  le ore a  tempo medio civile dalle 10 alle 15. Superiormente è dipinto il semestre estate /autunno e sotto inverno/primavera. Altra curiosità è costituita dallo gnomone: infatti è a filo con fissate due sfere sul punto gnomonico le cui ombre cadendo sulle linee curve danno l’ora del nostro orologio (tenere sempre presente l’ora estiva o legale). Il filo di acciaio che regge le sferette è fisso in alto e teso verso il basso da una campanella d’ottone. Il motto oggi scolorito recita: “L’ombra del sol qui cammina come il trenino della Vigezzina”. E’ stata realizzata dallo scrivente e da Mauro Bonzani (officina SSIF).
Infine si giunge alla Stazione di Re. Qui un doppio quadrante sulla parete est per le ore dalle 7 alle 12 del tempo medio civile. Quest’ultima ora risultando molto “panciuta” è stata traslata più a destra per equilibrare esteticamente la parete stessa. Sia per le ore che per le indicazioni e gli gnomoni, i criteri costruttivi sono gli stessi  utilizzati per quelle di S. Maria Maggiore. Sulla parete ovest invece un solo quadrante sempre a tempo medio civile che indica le ore del nostro orologio dalle 14 alle 17.
Guido Dresti  aveva studiato  anni fa  una meridiana per la stazione di Prestinone prevista  su un pannello  da posarsi sulla finestra cieca al primo piano lato binari, ma non si è più fatto nulla.
Nel 2003 un viaggiatore inglese transitando dalla stazione di Re notò le meridiane. Via Web seguirono contatti tra lo scrivente e la Società  Inglese di Gnomonica che pubblicò l’articolo “Sundials on the centovalli line”  sul suo prestigioso bollettino nazionale.

Gim Bonzani

bonzani gim



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