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Il ritorno del lupo sulle Alpi. Il CAI Vigezzo lancia la sfida del dialogo. Fotogallery

 

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SANTA MARIA MAGGIORE 13-08-2015 - Il ritorno del lupo sulle Alpi. Un tema...delicato ma allo stesso tempo molto affascinante.

E sul quale il CAI Vigezzo intende aprire il dibattito e il confronto. Cosa che ha già iniziato, peraltro, a fare, con una interessante serata organizzata sabato 8 agosto presso i locali dell'ex Comunità Montana Valle Vigezzo, a Santa Maria Maggiore. "E' giusto aprire un confronto con tutti, anche con chi ha idee molto diverse sull'argomento, come cacciatori e allevatori, ad esempio" ha esordito introducendo l'incontro pubblico il presidente del Cai Vigezzo, Tiziano Maimone. "Anche in questa occasione la Sezione che ho l'orgoglio di presiedere è stata una delle prime in Italia a realizzare una iniziativa di alto valore sociale, culturale e scientifico in linea con i deliberata deli Organi Centrali. Nella nostra Sezione convivono e collaborano attivamente diverse sensibilità e quindi forti di questa consolidata esperienza associativa ci proponiamo di aiutare a costruire reti ove differenti e a volte contrastanti interessi possano trovare momenti di confronto tesi a individuare le migliori soluzioni condivise". L'organizzazione di questo evento da parte della sezione di Valle Vigezzo del Club Alpino Italiano rientra nello spirito e nei criteri di rinnovamento che il CAI centrale sta perseguendo e che la Sezione condivide. Il CAI centrale ha di recente siglato un accordo che le pone come supporter ufficiale del progetto Life Wolf Alps. "Il CAI Vigezzo ha aderito al progetto perché questo è un pezzo del CAI di domani. Troppo spesso il CAi è rimasto chiuso' nel suo guscio, sicuro delle sue verità: noi vogliamo invece essere aperti al confronto" ha precisato il segretario del sodalizio vigezzino, Raffaele Marini. E' quindi intervenuto Massimo Mattioli, responsabile del comando provinciale del Corpo Forestale, che ha effettuato un'accurata disamina sui luoghi comuni sul lupo e sul troppo spesso inutile allarmismo che si crea intorno all'argomento, e il ruolo che hanno avuto i film, i cartoni animati e il mondo della musica, a riguardo. Cristina Movalli e Radames Bionda, professionisti rispettivamente dei parchi Val Grande e Veglia-Devero, hanno, da parte loro, snocciolato dati sul ritorno del lupo sulle Alpi e lanciato il dibattito che è stato arricchito da alcune domande da parte del pubblico. Una giusta conclusione della serata, com'era negli auspici del CAI: ovvero stimolare il dibattito sull'argomento, iniziare a parlarne, aprirsi al confronto. "Ho notato però in sala (una sala gremita, ndr) la quasi totale assenza di vigezzini, fa bene comunque il Cai ad avviare questa discussione, continuate a promuovere serate di questo tipo" ha dichiarato il presidente dell'Unione Montana della Valle Vigezzo, Enrico Barbazza. Ma cosa prevede di preciso l'accordo "Cai e Life Wolfalps"? La  risposta la troviamo direttamente nel comunicato della Sede Centrale del CAI, che recita: " ... È stato siglato da poco tra il Club Alpino Italiano e LIFE WOLFALPS (progetto cofinanziato dall'Unione Europea nell'ambito della programmazione LIFE+ 2007-2013 "Natura e biodiversità") un accordo in base al quale il CAI è diventato a tutti gli effetti un ente sostenitore (supporter) del progetto. A tal fine il CAI darà il proprio contributo nel gruppo di lavoro internazionale che ha l'intento di organizzare una gestione coordinata della popolazione alpina di lupo, per garantire una convivenza stabile con gli abitanti locali. Il progetto prevede il monitoraggio della  opolazione di lupo dell'arco alpino e l'attivazione di misure di prevenzione degli attacchi da lupo sugli animali domestici, in particolare sulle greggi di ovini e caprini. Sono inoltre previste azioni per contrastare il bracconaggio e strategie di controllo dell'interazione tra lupo e cane. Altri interventi importanti consistono nella corretta comunicazione, necessaria per diffondere le conoscenze di base relative alla biologia ed etologia della specie, nonché nello sfatare false credenze e migliorare il rapporto uomo-predatori al fine di garantire la conservazione di questo importante animale sull'intero arco alpino. ...". Come è noto all'interno del progetto Life Wolf Alps il territorio del Verbano Cusio Ossola è stato individuato come "Core Area 3" , area strategica di studio e monitoraggio e sia il Parco della Val Grande che le Aree Protette dell'Ossola sono partner di progetto in qualità di "beneficiario associato". "Interpretando quindi le finalità e i principi direttori del progetto – precisano dal CAI Vigezzo - la Sezione ha deciso di farsi parte diligente e quindi di aprire una fase di confronto collaborativo con tutte le realtà del territorio interessate alla cosiddetta "questione Lupo".

 

 

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Ultimo aggiornamento (Sabato 15 Agosto 2015 09:18)

 

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